Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano il mercato italiano dell’Intelligenza artificiale è tornato a crescere ai ritmi pre-pandemici, facendo registrare un ottimo +27% nel 2021, raggiungendo il valore complessivo di 380 milioni di euro.

Sono le grandi aziende che investono con maggiore facilità nei progetti di IA  finalizzati ad esempio alla creazione di algoritmi per analizzare ed estrarre informazioni dai dati, di algoritmi per suggerire ai clienti contenuti in linea con le preferenze, di  chatbot e assistenti virtuali. Servizi strumentali a migliorare le tecniche di marketing.

Allo stato attuale si delineano due linee di evoluzione tecnologica per l’AI:

la crescita di interesse  per la Data analysis, che consente di integrare ed elaborare in tempo reale dati di tipo eterogeneo.

La sostenibilità energetica delle strutture di AI che dovranno ridurre i consumi di energia allineandosi alle politiche mondiali di risparmio energetico.

Numerose le sfide poste dall’IA  non solo dal punto di vista meramente progettuale ma anche sul piano economico . Un settore in continua crescita che rischia di trasformare il modo di fare impresa.

Ecco un’applicazione concreta di quello che può realizzare l’intelligenza artificiale.

Durante la conferenza sui risultati del quarto trimestre 2021, il super manager  di Tesla Elon Musk  è tornato a parlare del robot umanoide, presentato la scorsa estate all’AI Day e battezzato Optimus.

Bot, questo è il suo nome, è un robot umanoide ovvero un robot che si presenta con le sembianze e le movenze degli esseri umani: come detto direttamente da Elon Musk, Bot è stato creato dagli umani per gli umani e il suo scopo primario è quello di compiere per nostro conto (e sotto la nostra supervisione) tutte quelle attività gravose, pericolose e/o ripetitive di cui facciamo tutti volentieri a meno.

Il prototipo dovrà essere completato proprio nel 2022: l’anno della trasformazione digitale.


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